I social bloccano le emozioni

Sembra paradossale, ma al tempo dei social network, in cui la comunicazione e la condivisione sono assunte quasi a dogma esistenziale, esprimere il lato più autentico di sé è qualcosa che ancora pochi riescono a fare. Per certi aspetti siamo ancora compressi, trattenuti, repressi.

Da un lato è proprio questa esplosione comunicativa a rendere difficile selezionare le cose che vale veramente la pena dire.

Dall’altro l’importanza dell’immagine che gli altri hanno di noi oggi è diventata fondamentale ad un livello tale che le persone, pur di mostrarsi quanto più possibile socialmente accettabili, finiscono per eliminare dalle relazioni qualunque aspetto di loro che giudicano sconveniente e che possa minimamente intaccarle.

Si reprime la parte di sé più selvaggia, nel senso di passionale, spontanea e istintiva, per paura del rifiuto altrui. In una parola si eliminano le emozioni sconvenienti, ma una domanda sorge spontanea: dove vanno a finire?

Il corpo ci avvisa che qualcosa non va

Ma mentre pensiamo a salvaguardare le apparenze, gli aspetti fondamentali della nostra personalità, le esigenze e quindi le emozioni più autentiche rimangono bloccate dentro.

Non trovando nessuna valvola di sfogo, finiscono per riversarsi sul corpo. Prima in modo più transitorio e leggero, quasi a volerci dare il tempo di correre ai ripari, di cambiare atteggiamento prima che le cose precipitino: un’improvvisa insofferenza alle richieste del mondo esterno; una stanchezza e un senso di spossatezza che ci accompagnano durante tutta la giornata; o, ancora, una certa fatica ad addormentarsi, come se, inconsciamente consapevoli di non aver vissuto durante il giorno, volessimo strappare alla notte un’ultima possibilità di esprimere almeno qualcosa di noi. Tutti questi segnali, se non adeguatamente ascoltati, alla lunga potrebbero trasformarsi in vere e proprie malattie che coinvolgeranno sia la mente che il corpo.

  • Ipertensione arteriosa: non è un caso che il 95% dei casi di ipertensione venga chiamato dalla medicina “ipertensione essenziale”, nel senso di patologia con assenzadi cause organiche evidenti. Questo termine rivela l’involontaria intuizione che dietro questa sintomatologia vi sia proprio un’essenza bloccata, impossibilitata ad esprimersi da un eccessivo controllo verso le proprie emozioni, desideri, fantasie e progetti.
  • Dermatiti: spesso rivelano il timore di non essere accettati e di invadere gli altri con la propria passionalità. Ecco che a bruciare non è più il fuoco di questa passione, ma la pelle.
  • Cefalee: calcoli, opinioni e ragionamenti complessi affollano continuamente la nostra mente. Ad essi si sommano le emozioni che vengono imprigionate da queste intensa razionalità. E così vi è discrepanza enorme tra quel che si ha dentro e quello che si esprime.
  • Disturbi d’ansia: tutti sono segno di una vitalità troppo a lungo trattenuta. Nell’attacco di panico questa esplode, il disturbo ossessivo-compulsivo rappresenta il tentativo di gestirla, la fobia di simbolizzarla.

Lascia fluire tutte le emozioni

Quale che sia il disturbo in questione, è fondamentale prevenirne l’insorgenza. Come? Proprio dando maggiore attenzione a quei segnali corporei che il fisico tenta, troppo spesso invano, di mandarci. E allora ascoltiamoci.

  • Percepiamo dentro di noi una tensione?
  • Un borbottio di sottofondo?
  • Un’insoddisfazione cronica?
  • Una volta ricevuto finalmente il messaggio cerchiamo di leggerlo, di capirne la fonte: quale parte di noi sta cercando di venire faticosamente a galla?

Quanto più ci si è abituati nel tempo a trattenersi, tanto più sarà difficile inizialmente dare avvio a questo processo. Ma difficile non è impossibile, e in questa “sfida” c’è tutto da guadagnare. Questione non solo di felicità, ma anche di salute.

Tratto da un articolo riza.

I social bloccano le emozioni.

Ho condiviso questo articolo, perchè nei tempi moderni ci si dimentica chi siamo, non ascoltiamo più i segnali del corpo, meno amore specialmente per noi stessi.

I social bloccano le emozioni, sempre più tempo sui social, sarà una cosa cosi vitale?

DISC Comportamentale

Il modello DISC e gli strumenti basati su questo modello, aiutano a formare e accrescere la consapevolezza del sé, dei propri comportamenti innati e agiti, delle proprie emozioni, nonché a comprendere quali mettere in atto perché più vantaggiosi nei diversi contesti.

La conoscenza del proprio stile comportamentale, dei propri punti di forza e dei propri limiti permette di fronteggiare situazioni difficili o di conflitto sia nella vita privata che lavorativa, imparando ad orchestrarli al meglio, attivando quelli più favorevoli in un contesto organizzativo o in un determinato ruolo.

DESCRIZIONE E CORSI

Tale modello non è stato poi trasformato in uno strumento applicativo in grado anche di fornire una  misurazione.

John G.Geier, all’interno delle sue ricerche sull’apprendimento e sulle competenze comportamentali (Energetics of Personality, 1989) ha ripreso e sviluppato le teorie di Marston, ha contribuito a spiegare e ad approfondire gli studi sulla personalità umana mediante l’uso del modello DISC, traducendole progressivamente in sistemi e strumenti applicativi con adeguate scale di misurazione. Geier ha realizzato il DISC Personal Profile System, sviluppato per la prima volta nel 1958.

DESCRIZIONE E CORSI

Dominanza: Comportamenti rivolti all’azione, alla decisionità rapida, risolvere problemi, assumersi rischi e responsabilità.

Influenza: Comportamenti orientati alle persone alla proattività e alla dimensione emozionale nelle relazioni interpersonali.

Stabilità: Comportamenti rivolti ad assicurare l’equilibrio, continuità e un supporto agli altri.

Coscienza: Comportamenti rivolti a far le cose bene sulla base delle conoscenze acquisite e affinate nel tempo, comportamenti tesi ad assicurare qualità.

I risultati che superano le aspettative

Riduzione dello stress 86%
Aumento della felicità 86%
Miglioramento della gestione del tempo 81%
Aumento della fiducia 79%
Aumento dell’efficacia lavorativa e privata 72%
Aumento delle prestazioni lavorative 70%
Miglioramento delle relazioni 63%
Miglioramento comportamentale 58%

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